Linguaggio sciacallo o linguaggio giraffa?

Se ascoltiamo con attenzione le nostre conversazioni , è facile ascoltare un linguaggio ordinario  che giudica, interpreta , classifica le persone, stigmatizza comportamenti, dice cosa le persone "devono"fare ed in genere esprime pareri sfavorevoli

Rosenberg, psicologo americano ,ha denominato questo linguaggio "  linguaggio sciacallo", richiamando alla memoria il    simpatico animale che si nutre di carogne.

E' però vero che il linguaggio sciacallo può essere sostituito da un linguaggio non giudicante,comprensivo,inclusivo , che spieghi cosa proviamo e che bisogni abbiamo.

In questo caso Rosenberg si è affidato alla giraffa , animale che ha il cuore più grande, per definire un codice che apre e non chiude , che chiede e non impone.

Il linguaggio sciacallo dice "devi fare", non lascia libertà di scelta, uccide la creatività; il linguaggio giraffa  esprime bisogni, chiede , ma dà l'occasione di contribuire senza forzare, non esige ma propone; " mi piacerebbe che....se vuoi...se lo ritieni opportuno".

Il linguaggio giraffa ( o della CNV , comunicazione non violenta) si articola n 4 fasi:

- osservazione dei fatti ( non giudizio sui fatti); eviteremo di dire "oggi alla riunione  hai parlato veramente troppo" ma diremo invece" oggi alla riunione non mi hai dato la parola"

- espressione delle proprie emozioni  ( eviteremo di dire "oggi eri rabbioso", ma piuttosto "oggi m sono sentito attaccato") ; in tal modo spostiamo l'attenzione dall'altro a noi facendo conoscere l'impatto delle altrui azioni

- espressione dei propri bisogni ( io avrei voluto vederti  per raccontarti...........); non giudichiamo , ma parliamo di noi

- manifestazione di una richiesta personale che ci fa stare bene ( io vorrei che tu....)

 

Il linguaggio giraffa  attiva una comunicazione di azione positiva , che parla soprattutto di NOI; non essendo GIUDICANTE abbassa il rischio di predisporre l'altro alla difesa.

Va da sè che la comunicazione non verbale e paraverbale devono essere congruenti , altrimenti  non otteniamo un buon risultato.

Per dirla alla  Rosenberg , se qualcuno si rivolge a noi con un linguaggio sciacallo , abbiamo la possibilità  di scegliere di ascoltare " attivamente " con orecchie da giraffa perchè se ci  pensiamo bene, ogni giudizio è espressione di un bisogno irrisolto. Avremo così' buone chances  di trasformare una conversazione chiusa in un dialogo aperto e costruttivo.

Valeria

PS: Ringrazio il Centro Esserci di Reggio Emilia per l'ispirazione ( http://www.centroesserci.it/)

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